Con il consolidamento del quadro regolatorio EASA, la categoria Specific è ormai la realtà quotidiana per chi opera al di fuori dei confini della Open. Voli BVLOS, operazioni sopra assembramenti, aree urbane dense, carichi a rischio: tutti scenari che impongono una valutazione formale del rischio secondo il metodo SORA (Specific Operations Risk Assessment). Eppure, tra gli operatori persistono dubbi operativi su come strutturare correttamente la documentazione e su cosa ENAC si aspetta davvero.

Cos'è SORA e perché è centrale nella Specific

SORA è la metodologia sviluppata da JARUS e recepita da EASA per quantificare il rischio di un'operazione UAS nella categoria Specific. Il processo porta alla determinazione del SAIL (Specific Assurance and Integrity Level), che a sua volta definisce gli OSO (Operational Safety Objectives) richiesti. Non è un esercizio teorico: ogni SAIL implica requisiti precisi su addestramento, manutenzione, procedure operative e robustezza del sistema di comando e controllo.

Il percorso più frequente per accedere alla Specific è tramite uno Scenario Standard predefinito, oppure, per operazioni fuori scenario, tramite un'autorizzazione individuale che richiede la presentazione di un ConOps completo e della relativa valutazione SORA.

I nodi pratici che gli operatori devono affrontare

Il primo ostacolo è spesso la corretta definizione del volume operazionale: Ground Risk Buffer e Flight Geography devono essere dimensionati in modo coerente con le caratteristiche dell'UAS e le mitigazioni adottate. Errori in questa fase si ripercuotono sull'intero calcolo del GRC (Ground Risk Class) e, a cascata, sul SAIL finale.

Un secondo nodo riguarda le mitigazioni M1, M2 e M3: scegliere la mitigazione sbagliata o non saper dimostrare la sua robustezza («Low», «Medium», «High») è tra le cause più comuni di richieste di integrazione da parte dell'autorità. La robustezza non si dichiara: si dimostra con procedure documentate, addestramento tracciabile e, dove richiesto, con evidenze tecniche sull'UAS.

Infine, per operazioni in prossimità di spazio aereo controllato o aree sensibili, il coordinamento con gli enti ATC e la gestione delle contingency restano aree in cui la preparazione documentale fa la differenza tra un'autorizzazione ottenuta e una pratica ferma in istruttoria.

Il valore dell'aggiornamento continuo

Il framework SORA non è statico: EASA sta lavorando all'evoluzione verso SORA 2.0, con impatti attesi sulle metodologie di calcolo del rischio aereo (ARC). Seguire questi sviluppi in modo strutturato — e non frammentario — è parte integrante della professionalità dell'operatore.

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