Ispezione di linee elettriche ad alta tensione, monitoraggio post-sisma, rilevamento di sversamenti illeciti in aree protette: sono applicazioni in cui i sistemi UAS hanno già dimostrato di saper fare la differenza — in termini di sicurezza degli operatori, rapidità di intervento e qualità del dato raccolto. Eppure, proprio nei settori dove i droni potrebbero esprimere il massimo valore pubblico, il quadro normativo continua a frenare lo sviluppo operativo.

Il paradosso della categoria Specific

Le missioni su infrastrutture critiche e in contesti di protezione civile rientrano quasi sempre nella categoria Specific, dove il profilo di rischio viene valutato tramite metodologia SORA e l'autorizzazione operativa segue iter che, per operazioni a SAIL I e II, restano spesso sproporzionati rispetto al rischio effettivo. Il risultato è paradossale: un'operazione UAS specializzata può risultare più onerosa — in tempi e costi — di un'analoga operazione con aeromobile con pilota a bordo. In settori dove la tempestività è critica — come la gestione delle emergenze o il monitoraggio ambientale in tempo reale — questo gap normativo non è solo un problema economico: è un problema di efficacia del sistema.

La transizione agli EU-STS e il cantiere U-Space

Dal 1° gennaio 2026 gli Scenari Standard Italiani (IT-STS) sono decaduti. Gli operatori che intendono muoversi negli Scenari Standard Europei (EU-STS) devono disporre di UAS con marcatura di classe C5 e C6, con implicazioni dirette sulla flotta e sulle procedure. Per chi opera in ambito infrastrutturale o di protezione civile, la pianificazione delle attività deve già tenere conto di questo nuovo perimetro. Sul fronte U-Space, l'implementazione progressiva aprirà scenari BVLOS più strutturati — fondamentali per il monitoraggio lineare di gasdotti, ferrovie e reti idriche — ma i tempi e le modalità restano ancora in definizione.

Cosa fa ASSORPAS in questo contesto

ASSORPAS segue questi dossier dall'interno, non dall'esterno. Fondata nel dicembre 2012 — prima ancora che ENAC presentasse il proprio regolamento sugli APR — l'associazione ha costruito nel tempo una presenza stabile nei tavoli dove le regole si formano: da ENAC a EASA, fino a JEDA, la federazione europea delle associazioni nazionali di settore di cui ASSORPAS detiene la vicepresidenza. La posizione è chiara e costante: semplificazione proporzionata al rischio effettivo, senza arretrare sui livelli di sicurezza. In un momento come quello attuale la presenza di una voce tecnica e costruttiva a tutela dell'uso civile UAS non è accessoria: è necessaria.

Essere dentro la stanza dove si decide

Per gli operatori e le imprese che lavorano su infrastrutture critiche, protezione civile e monitoraggio ambientale, il momento in cui incidere sulla norma è adesso, non quando è già scritta. Aderire ad ASSORPAS significa portare l'esperienza operativa nei tavoli istituzionali che contano. Se vuoi saperne di più: scopri come associarti o scrivici a info@assorpas.it.