Due dei cantieri normativi più rilevanti per il prossimo decennio del settore UAS stanno prendendo forma concreta: l'implementazione dello U-Space e l'estensione dell'obbligo di Identificazione Remota (Remote ID). Per chi opera professionalmente con droni, capire dove stiamo andando — e chi sta lavorando per orientare la direzione — non è un esercizio accademico: è strategia d'impresa.

U-Space: infrastruttura abilitante, non solo cornice normativa

Lo U-Space non è semplicemente un sistema di gestione del traffico aereo a bassa quota. È l'infrastruttura digitale che deve rendere possibili operazioni BVLOS scalabili, integrazione sicura in spazi aerei complessi e, in prospettiva, l'urbanizzazione delle operazioni UAS. Il Regolamento (UE) 2021/664 ne ha definito l'architettura; la sfida ora è l'implementazione effettiva, con la designazione degli U-Space Airspace, l'accreditamento dei fornitori di servizi U-Space (USSP) e l'interoperabilità con i sistemi ATM esistenti. Per gli operatori Specific, questo si traduce in nuove procedure di accesso allo spazio aereo, nuovi obblighi di equipaggiamento e nuovi interlocutori istituzionali.

Remote ID: identificazione, responsabilità e mercato

L'estensione del Remote ID — già obbligatorio per le classi C1-C3 — riguarderà progressivamente l'intera flotta operativa. Dal punto di vista tecnico, il nodo non è solo il modulo di trasmissione: è la gestione dei dati, l'interoperabilità tra sistemi nazionali e la proporzionalità degli obblighi rispetto al profilo di rischio dell'operazione. Su questo secondo punto, la distanza tra la norma teoricamente vigente e la sua applicabilità pratica resta un tema aperto e critico.

Il rischio del disallineamento normativo

In questo contesto, ASSORPAS segnala un pericolo concreto: diversi pacchetti di semplificazione elaborati in sede EASA sono stati recentemente messi in secondo ordine dalla Commissione Europea, che ha lasciato avanzare prevalentemente le misure relative a sicurezza e difesa. Per il comparto dell'uso civile dei droni — costruttori, operatori, PMI innovative — questo genera un disallineamento tra la complessità degli adempimenti e la sostenibilità economica delle operazioni. Una norma inapplicabile non produce sicurezza: produce elusione.

La posizione di ASSORPAS è chiara e invariata dal 2012, quando l'associazione nacque prima che esistesse una cornice normativa nazionale: sicurezza delle operazioni e sostenibilità economica non sono obiettivi alternativi. Una norma applicabile è una norma rispettata. Per questo ASSORPAS mantiene una posizione propositiva e costruttiva nei confronti di EASA — anche attraverso la vicepresidenza JEDA affidata a Nicola Nizzoli — e di ENAC, partecipando attivamente ai gruppi di lavoro tecnici dove U-Space e Remote ID si definiscono nel dettaglio.

Essere rappresentati mentre le regole si scrivono

Per un operatore o un costruttore UAS, la fase in cui le norme prendono forma è la più importante — e la meno visibile dall'esterno. ASSORPAS opera esattamente in quella fase. Se vuoi che la tua voce entri nel processo prima che il testo sia definitivo, scopri come aderire ad ASSORPAS.