Chi opera nel comparto UAS lo sa bene: accedere alla categoria Specific significa spesso affrontare iter autorizzativi più lunghi e costosi di quelli previsti per operazioni dell'aviazione civile tradizionale. Un paradosso strutturale che frena le imprese del settore e che ASSORPAS contesta con dati, proposte tecniche e presenza diretta nei tavoli normativi europei e nazionali.
Il nodo della proporzionalità
Il principio di proporzionalità tra oneri procedurali e profilo di rischio reale delle operazioni è al centro del mandato di ASSORPAS sin dalla sua fondazione, nel dicembre 2012 — prima ancora che ENAC presentasse il proprio regolamento sugli APR, nel dicembre 2013. Oltre un decennio di lavoro che ha significato una cosa sola: intervenire sulla norma mentre si forma, non limitarsi ad applicarla quando è già scritta.
Il problema non riguarda la sicurezza in sé, ma la sproporzione tra requisiti richiesti e livello di rischio effettivo. Adempimenti ridondanti, tempi istruttori dilatati, procedure autorizzative calibrate su scenari più complessi di quelli reali: per i profili SAIL I e II, in particolare, il percorso verso una semplificazione seria è ancora lungo. E ogni giorno in più di attesa ha un costo diretto per gli operatori.
Un contesto normativo sotto pressione
Il quadro europeo rende la sfida ancora più delicata. Con il completamento della transizione al 1° gennaio 2026 — IT-STS decaduti, EU-STS operativi con i requisiti C5 e C6 — il settore si trova in una fase di consolidamento su cui si innestano cantieri aperti di grande portata: U-Space, Remote ID, integrazione sistematica del BVLOS.
In questo contesto, diversi pacchetti di semplificazione EASA destinati all'uso civile sono stati bloccati dalla Commissione Europea, che ha lasciato avanzare solo le misure legate a sicurezza e difesa. Il rischio concreto è che la pressione di altri gruppi di interesse finisca per orientare la norma in senso sfavorevole al comparto civile, proprio nella fase in cui servirebbe il percorso inverso.
La posizione di ASSORPAS: propositiva, non difensiva
ASSORPAS non si limita a monitorare: partecipa al gruppo di lavoro EASA UAS Crew Training, è presente nel CG3 di JEDA per gli standard tecnici e l'aeronavigabilità, e detiene la vicepresidenza della stessa JEDA — federazione delle associazioni nazionali europee del comparto. Una presenza strutturata, non episodica.
Il principio guida che orienta ogni intervento è chiaro: sicurezza delle operazioni e sostenibilità economica non sono obiettivi alternativi. Una norma applicabile è una norma rispettata. Semplificare le procedure per i profili a basso rischio non significa abbassare gli standard: significa costruire un quadro regolatorio credibile ed efficace.
Essere parte della soluzione
Se operi nel settore UAS — come costruttore, operatore o centro di ricerca — queste partite si decidono ora, nei tavoli dove ASSORPAS è presente. Associarsi significa avere voce dove le regole vengono scritte. Consulta la pagina di iscrizione su assorpas.it o scrivi a info@assorpas.it.


