La categoria Specific rimane il cuore operativo del settore UAS professionale: è qui che si concentrano le missioni a maggiore complessità tecnica, dal monitoraggio infrastrutturale alle operazioni BVLOS, dai rilievi fotogrammetrici al trasporto sanitario d'urgenza. Ed è qui che la questione della formazione e degli attestati dei piloti remoti esprime ancora tutta la sua criticità.

Il quadro attuale: competenze richieste e percorsi frammentati

Il Regolamento (UE) 2019/947 fissa i requisiti generali per il pilota remoto in categoria Specific, ma lascia ampi margini di interpretazione a livello nazionale. Il risultato pratico è una frammentazione dei percorsi formativi: programmi di addestramento disomogenei, esami con contenuti e standard variabili tra i diversi soggetti erogatori, attestati la cui spendibilità transfrontaliera rimane limitata. Per un operatore che lavora su commesse europee, questo si traduce in ridondanze burocratiche e costi aggiuntivi che non trovano giustificazione nel profilo di rischio reale delle operazioni.

Il lavoro in corso: UAS Crew Training a EASA

È in questo contesto che si inserisce il contributo diretto di ASSORPAS. L'associazione — presente nel settore dal dicembre 2012, ancor prima che esistesse una cornice normativa nazionale — partecipa attivamente al gruppo di lavoro EASA UAS Crew Training, dedicato proprio alla standardizzazione dell'addestramento dei piloti remoti in categoria Specific. Giorgio Biasi rappresenta ASSORPAS in questo tavolo, portando la prospettiva concreta degli operatori italiani nelle fasi in cui gli standard si costruiscono, non quando sono già scritti.

L'obiettivo del gruppo è definire un framework europeo condiviso: syllabus minimi armonizzati, criteri di valutazione uniformi, riconoscimento reciproco degli attestati tra Stati membri. Un risultato che avrebbe impatti diretti sulla competitività delle imprese e sulla mobilità dei professionisti del settore.

Proporzionalità: il principio che non va perso

La posizione di ASSORPAS su questo tema è chiara e coerente con il proprio mandato istituzionale: i requisiti formativi devono essere proporzionati al rischio effettivo delle operazioni. Un pilota che opera in scenari a basso profilo di rischio — SAIL I o II, contesti controllati, distanze limitate — non può essere sottoposto agli stessi iter previsti per operazioni BVLOS su aree popolate. Il principio guida è quello che l'associazione porta avanti in ogni sede istituzionale: una norma applicabile è una norma rispettata.

In un momento in cui diversi pacchetti di semplificazione EASA rischiano di essere bloccati a favore di altre priorità, mantenere una posizione propositiva e costruttiva nei tavoli tecnici non è un'opzione: è una necessità per il comparto civile.

Partecipare alla fase in cui le regole si formano

Il tema della standardizzazione formativa sarà centrale nei prossimi anni. Chi opera in categoria Specific ha tutto l'interesse a che questi standard vengano definiti con criteri tecnici solidi e proporzionati, non con logiche che ignorano la realtà operativa delle PMI italiane.

Aderire ad ASSORPAS significa avere voce in questa fase, attraverso chi siede già ai tavoli che contano. Tutte le informazioni per associarsi sono disponibili su assorpas.it.