Ispezione di elettrodotti, monitoraggio di dighe, sorveglianza post-sismica, rilevamento di inquinanti idrogeologici: sono applicazioni in cui il drone non è un'alternativa comoda, ma spesso l'unica soluzione tecnicamente praticabile in tempi utili. Eppure, per chi opera in categoria Specific su questi scenari, il quadro normativo continua a porre ostacoli sproporzionati rispetto al rischio effettivo delle operazioni.
Il paradosso della categoria Specific
Le missioni su infrastrutture critiche e in contesti di emergenza si collocano tipicamente in categoria Specific, richiedendo autorizzazione ENAC tramite PDRA, STS o SORA. Il problema è noto a tutti gli operatori: i tempi istruttori e gli adempimenti necessari rendono spesso un'operazione UAS più onerosa — in costi e in settimane — di un'analoga condotta con aeromobili con pilota a bordo. Un paradosso che penalizza proprio quei profili di impiego dove il drone offre il maggiore valore aggiunto per la collettività.
Con il completamento della transizione normativa al 1° gennaio 2026 — che ha sancito il definitivo tramonto degli IT-STS a favore degli EU-STS, con requisiti di marcatura C5 e C6 — la situazione non si è semplificata. I cantieri aperti su U-Space, Remote ID e BVLOS offrono prospettive concrete, ma i tempi di implementazione restano incerti.
Il nodo della semplificazione: un dossier politico, non solo tecnico
ASSORPAS monitora con attenzione l'evoluzione in sede EASA. Il quadro geopolitico attuale ha complicato il percorso: diversi pacchetti di semplificazione elaborati dall'Agenzia sono stati bloccati dalla Commissione Europea, che ha lasciato avanzare prioritariamente le misure legate a sicurezza e difesa. Per il comparto dell'uso civile, il rischio di un arretramento normativo — a favore di altri gruppi di interesse — è concreto e non va sottovalutato.
La posizione di ASSORPAS è chiara: sicurezza delle operazioni e sostenibilità economica non sono obiettivi alternativi. Una norma proporzionata al rischio effettivo è una norma applicabile, e una norma applicabile è una norma rispettata. Questo principio guida l'attività di rappresentanza dell'associazione presso ENAC e, attraverso JEDA — di cui ASSORPAS detiene la vicepresidenza — presso EASA stessa.
Una presenza costruttiva, non reattiva
Fondata nel dicembre 2012 — prima ancora che l'ENAC presentasse il proprio regolamento APR, nel dicembre 2013 — ASSORPAS porta avanti da oltre dodici anni un approccio propositivo: partecipazione ai tavoli tecnici, osservazioni nelle consultazioni pubbliche, presenza nei gruppi di lavoro EASA (UAS Crew Training, CG3 di JEDA). Non si tratta di monitorare le norme quando sono già scritte, ma di contribuire a scriverle.
Per gli operatori attivi su infrastrutture critiche, protezione civile e monitoraggio ambientale, avere voce in questa fase non è un vantaggio accessorio: è una necessità competitiva. Se vuoi che le regole del tuo settore siano scritte con chi conosce il settore, trovi i dettagli per aderire su assorpas.it.


