Il 1° gennaio 2026 ha segnato un punto di non ritorno per il comparto: gli Scenari Standard Italiani (IT-STS) sono formalmente decaduti e l'unico framework operativo riconosciuto per le operazioni in categoria Specific è ora quello degli Scenari Standard Europei (EU-STS). Per chi opera professionalmente con UAS, non si tratta di un aggiornamento burocratico: cambia la logica stessa di accesso all'autorizzazione.
Cosa cambia concretamente
Il passaggio agli EU-STS non è una semplice traslazione di denominazione. Il requisito centrale è la marcatura di classe C5 e C6 per i sistemi aeromobili impiegati in questi scenari. Questo significa che un operatore che intende continuare a lavorare in ambito Specific attraverso scenari standard deve verificare con certezza che il proprio UAS sia conforme alle classi previste dal Regolamento (UE) 2019/945. I sistemi non marcati o marcati con classi non pertinenti non sono utilizzabili in EU-STS, indipendentemente da qualsiasi autorizzazione pregressa ottenuta sotto il regime IT-STS.
Sul piano documentale, le autorizzazioni rilasciate da ENAC nell'ambito degli scenari italiani non si trasferiscono automaticamente. L'operatore deve avviare il percorso autorizzativo secondo i nuovi schemi, verificando la conformità del proprio manuale operativo e della dichiarazione di conformità del mezzo ai requisiti EU-STS applicabili.
I nodi operativi da gestire subito
Le criticità più immediate riguardano tre aree. Prima: la disponibilità effettiva di UAS C5/C6 sul mercato. La catena di fornitura non ha ancora saturato la domanda, e per molti operatori l'aggiornamento del parco macchine è un investimento significativo. Seconda: la ridefinizione del manuale operativo, che deve essere allineato agli EU-STS e non può limitarsi a un adattamento formale dei documenti preesistenti. Terza: la formazione e il mantenimento delle qualifiche dei piloti remoti, che devono essere coerenti con i requisiti specifici dello scenario dichiarato.
Il contesto normativo più ampio
Questa transizione si inserisce in un quadro in evoluzione che riguarda anche U-Space, Remote ID e l'integrazione delle operazioni BVLOS. ASSORPAS — attiva nel settore dal dicembre 2012, prima ancora che esistesse una cornice normativa nazionale — segue questi dossier con presenza diretta nei tavoli tecnici: nel gruppo di lavoro EASA UAS Crew Training con Giorgio Biasi, nel CG3 di JEDA con Marco Festa, e con la vicepresidenza JEDA affidata a Nicola Nizzoli. La posizione dell'associazione è coerente: norme proporzionate al rischio effettivo, senza arretrare sui livelli di sicurezza.
In un momento in cui diversi pacchetti di semplificazione EASA per l'uso civile rischiano di essere bloccati a vantaggio di altre priorità politiche, la rappresentanza istituzionale non è un valore aggiunto: è una necessità.
Se vuoi essere parte attiva di questa interlocuzione — invece di limitarti ad applicare norme già scritte — trovi tutte le informazioni per aderire su assorpas.it/come-iscriversi-ad-assorpas.


