C'è un paradosso che chiunque operi in categoria Specific conosce bene: ottenere l'autorizzazione per un'operazione UAS a basso profilo di rischio può richiedere tempi e costi superiori a quelli di un'analoga operazione dell'aviazione civile con aeromobili con pilota a bordo. Non è una percezione: è una distorsione strutturale che frena le imprese del comparto e che ASSORPAS sta affrontando con proposte concrete alle sedi regolatorie competenti.
Il problema: oneri sproporzionati rispetto al rischio effettivo
Le operazioni UAS in categoria Specific — quelle che escono dalla semplicità dell'Open ma non raggiungono la complessità della Certified — si trovano oggi strette tra adempimenti ridondanti, tempi istruttori dilatati e requisiti che non riflettono il profilo di rischio reale delle attività. I profili SAIL I e II, per definizione a basso rischio, subiscono percorsi autorizzativi che non trovano giustificazione proporzionale nella metodologia SORA. Il risultato è un'industria che spende risorse in burocrazia anziché in innovazione e servizio.
La posizione di ASSORPAS: sicurezza e sostenibilità non sono in conflitto
ASSORPAS porta avanti una posizione chiara: le norme devono essere proporzionate al rischio effettivo delle operazioni, riducendo gli oneri procedurali senza arretrare di un millimetro sui livelli di sicurezza. Il principio guida è che una norma applicabile è una norma rispettata. Non si tratta di deregolamentare: si tratta di regolare con intelligenza tecnica.
Questa battaglia non è recente. ASSORPAS è attiva dal dicembre 2012 — prima ancora che il regolamento ENAC sugli APR venisse presentato nel dicembre 2013 — e ha costruito in oltre un decennio un patrimonio di relazioni istituzionali e di competenza tecnica che oggi porta direttamente nei tavoli che contano: ENAC a livello nazionale, EASA e JEDA a livello europeo, dove l'associazione siede in vicepresidenza con Nicola Nizzoli e nei gruppi di lavoro tecnici con Giorgio Biasi e Marco Festa.
Il contesto europeo: un momento delicato
Il quadro attuale è reso più complesso dalla situazione geopolitica. Di recente, diversi pacchetti di semplificazione elaborati in sede EASA sono stati bloccati dalla Commissione Europea, che ha dato priorità alle misure relative a sicurezza e difesa. Per il comparto dell'uso civile, questo significa che gli spazi di semplificazione conquistati con fatica rischiano di restare bloccati — o peggio, di cedere il passo a pressioni di segno opposto. ASSORPAS monitora questi sviluppi e mantiene una posizione propositiva e costruttiva, convinta che la semplificazione per l'uso civile non sia incompatibile con le esigenze di sicurezza nazionale.
Partecipare alla fase in cui le regole si formano
La normativa non nasce neutra: riflette le istanze di chi è presente quando viene scritta. Operatori, costruttori e centri di ricerca che scelgono di aderire ad ASSORPAS ottengono esattamente questo: una voce attiva nel processo regolatorio, prima che le regole siano già definite e non più modificabili.
Se vuoi che la tua esperienza operativa contribuisca a costruire norme più equilibrate, scopri come associarti ad ASSORPAS.


