Negli ultimi mesi si è consumato un passaggio politico che non riguarda solo i tavoli tecnici di Colonia: diversi pacchetti di semplificazione elaborati da EASA per il comparto UAS civile sono stati bloccati dalla Commissione Europea, che ha scelto di far avanzare esclusivamente le misure legate a sicurezza e difesa. Per chi opera quotidianamente in categoria Specific, questa non è una notizia di sfondo: è un segnale di rischio concreto per la tenuta normativa del settore.

Il paradosso che frenava già prima

Il problema non nasce oggi. Da anni ASSORPAS documenta e denuncia una distorsione strutturale: un'operazione UAS specializzata in categoria Specific può risultare più onerosa — in tempi di istruttoria e in costi di compliance — di un'analoga operazione dell'aviazione civile con pilota a bordo. Un paradosso che non ha giustificazione tecnica, ma radici normative: adempimenti ridondanti, requisiti sproporzionati rispetto ai profili di rischio SAIL I e II, tempi autorizzativi che non riflettono la reale complessità delle operazioni a basso impatto.

La semplificazione procedurale non era un'opzione accessoria: era la risposta attesa al ciclo normativo aperto con i Regolamenti (UE) 2019/947 e 2019/945, e necessaria per accompagnare la transizione completata il 1° gennaio 2026 verso gli scenari EU-STS con droni C5 e C6. Il blocco imposto dalla Commissione rimette in discussione quella traiettoria.

Il rischio reale: uno squilibrio a danno del civile

Quando le misure di semplificazione per l'uso civile vengono congelate mentre avanzano solo quelle a vocazione difensiva, si crea un disallineamento normativo che può favorire gruppi di pressione estranei alle esigenze delle PMI del comparto. Il rischio non è astratto: è che il quadro regolatorio si faccia più gravoso proprio nella fase in cui il mercato dovrebbe consolidarsi — U-Space in implementazione, Remote ID in espansione, BVLOS ancora da integrare sistematicamente.

La posizione di ASSORPAS: propositiva, costante, in sede europea

ASSORPAS è attiva su questo fronte con una postura costruttiva e determinata, non di sola reazione. Fondata nel dicembre 2012 — prima ancora che esistesse una cornice normativa nazionale — l'associazione ha sempre scelto di intervenire nella fase in cui le norme si formano, non solo quando sono già scritte. Oggi questo significa presidio diretto: attraverso la vicepresidenza di JEDA (Nicola Nizzoli), la partecipazione al gruppo EASA UAS Crew Training (Giorgio Biasi) e al CG3 di JEDA sugli standard tecnici (Marco Festa), ASSORPAS porta nelle sedi che contano la voce delle imprese italiane della filiera.

Il principio guida rimane invariato: una norma applicabile è una norma rispettata. Sicurezza delle operazioni e sostenibilità economica non sono obiettivi alternativi. Ottenere norme proporzionate al rischio effettivo, senza arretrare sui livelli di sicurezza, è l'obiettivo che ASSORPAS continuerà a perseguire — indipendentemente dagli ostacoli politici che si frappongono lungo il percorso.

Se vuoi che questa voce sia anche la tua, scopri come associarti ad ASSORPAS. Le regole del settore si scrivono adesso: meglio essere al tavolo.