Nel settore dei droni civili, la frammentazione è ancora uno dei principali freni alla crescita. Imprese piccole, spesso monooperatore, che affrontano da sole adempimenti normativi complessi, gare d'appalto costruite su criteri non sempre adeguati al mercato UAS, e una rappresentanza istituzionale che, se esercitata in ordine sparso, perde gran parte della sua efficacia. Eppure proprio la collaborazione — strutturata, continuativa, orientata a obiettivi condivisi — è la leva che può cambiare le cose in modo concreto e duraturo.

La rete non è un'opzione: è un moltiplicatore

Chi opera con UAS in categoria Specific sa bene quanto pesi l'isolamento: ogni PDRA da istruire, ogni interlocuzione con ENAC, ogni aggiornamento normativo arrivato da Bruxelles richiede tempo e competenze che una singola PMI fatica a sostenere in autonomia. Fare rete significa redistribuire questi costi — cognitivi prima ancora che economici — su una base più ampia, e trasformare l'aggiornamento normativo da onere individuale a vantaggio collettivo.

La rete produce anche qualcos'altro di meno visibile ma altrettanto prezioso: la possibilità di costruire standard operativi condivisi, di confrontarsi su procedure di sicurezza, di identificare le criticità prima che diventino problemi diffusi. Operatori che collaborano erogano servizi più affidabili — e servizi più affidabili rafforzano la reputazione dell'intero comparto.

Dalla rete locale alla voce europea

ASSORPAS ha scelto questa strada sin dalla sua fondazione, nel dicembre 2012 — prima ancora che il regolamento ENAC sugli APR venisse presentato, nel dicembre 2013. Una scelta fatta quando il settore non aveva ancora una cornice normativa nazionale: la dimostrazione che fare sistema non è una risposta reattiva alle difficoltà, ma una visione strategica.

Oggi quella visione si traduce in una rete di delegati territoriali presente in quasi tutte le regioni italiane, capace di ascoltare gli operatori sul campo e di portare istanze concrete ai tavoli che contano. Una presenza capillare che si collega, verso l'alto, alla rappresentanza istituzionale presso ENAC e — in Europa — attraverso JEDA, la federazione delle associazioni nazionali del comparto di cui ASSORPAS è membro fondatore e di cui detiene la vicepresidenza. Quando si tratta di orientare i cantieri normativi aperti — U-Space, Remote ID, semplificazione delle procedure per SAIL I e II, integrazione del BVLOS — una voce sola e autorevole vale incomparabilmente più di tante voci isolate.

Una voce sola per una storia che vale la pena raccontare

In questo momento l'attenzione dei media è fortemente concentrata sull'uso militare dei droni. È una distorsione che danneggia l'intero comparto: le operazioni civili — ispezione di infrastrutture critiche, monitoraggio ambientale, supporto alla protezione civile, trasporto di campioni biologici tra ospedali — hanno un valore concreto e quotidiano che merita visibilità e riconoscimento pubblico. Raccontare questa storia richiede coesione: il civile ha bisogno di una narrativa comune, non di voci frammentate. Fare rete, in questo senso, non è solo una strategia di business: è anche un atto di rappresentanza culturale del settore.

Se condividi questa visione e vuoi contribuire a costruire un comparto civile più solido, riconosciuto e capace di incidere sulle regole che lo governano, scopri come entrare a far parte di ASSORPAS: www.assorpas.it/come-iscriversi-ad-assorpas.