Chi opera professionalmente con droni in Italia si muove oggi all'interno di un doppio binario normativo: il regolamento EASA che definisce il quadro europeo armonizzato e la regolamentazione ENAC che ne recepisce e integra le disposizioni a livello nazionale. Conoscere entrambi i livelli non è un optional: è la condizione minima per operare in modo legale, assicurato e competitivo.

La struttura EASA: tre categorie, logiche diverse

Il Regolamento UE 2019/947 ha introdotto la suddivisione in tre categorie operative — Open, Specific e Certified — basata su un approccio risk-based. La categoria Open si articola nelle sottocategorie A1, A2 e A3, con limiti operativi legati alla classe del drone, alla distanza da persone e alle zone di volo. La categoria Specific richiede una valutazione del rischio attraverso la metodologia SORA (Specific Operations Risk Assessment) e l'ottenimento di un'autorizzazione operativa (UAS Operator Authorisation) o l'adesione a uno Standard Scenario (STS). La categoria Certified, ancora in fase di piena implementazione, è riservata a operazioni ad alto rischio con requisiti analoghi all'aviazione tradizionale.

Il ruolo di ENAC nel contesto italiano

ENAC mantiene competenze specifiche su aspetti non completamente armonizzati a livello europeo: la gestione delle zone geografiche UAS, la designazione delle aree vietate o condizionate (integrate nella piattaforma D-Flight), e le procedure per le operazioni in categoria Specific con scenari nazionali. Gli operatori italiani devono quindi tenere aggiornata la propria conoscenza sia della documentazione EASA sia delle circolari e comunicazioni operative di ENAC, che intervengono su elementi cruciali come le restrizioni temporanee, le zone CTR e le procedure di coordinamento con il controllo del traffico aereo.

Registrazione, competenze e documentazione: il quadro pratico

Sul piano operativo, ogni UAS operator deve essere registrato presso l'autorità nazionale competente — in Italia, ENAC tramite D-Flight — e i piloti devono detenere le competenze adeguate alla sottocategoria di operazione: dichiarazione di competenza per A1/A3, attestato A2 CofC per la sottocategoria A2, oppure attestati specifici per le operazioni STS.

Navigare la normativa con il supporto giusto

ASSORPAS segue l'evoluzione di questo quadro normativo da prima ancora che esistesse: fondata nel dicembre 2012, è attiva da un anno prima che ENAC presentasse il proprio primo regolamento APR (dicembre 2013). Questo percorso si traduce oggi in un interlocutore diretto con ENAC e, a livello europeo, nella partecipazione a JEDA (Joint European Drone Associations), dove porta la voce degli operatori italiani nei tavoli che influenzano la normativa futura.

Associarsi significa accedere a un aggiornamento normativo strutturato, a rappresentanza istituzionale e a una rete di professionisti che condivide lo stesso orizzonte operativo. Per conoscere le modalità di adesione: assorpas.it/come-iscriversi-ad-assorpas.