Con il recepimento del regolamento EASA nel quadro normativo italiano, il sistema delle tre categorie operative — Open, Specific e Certified — è diventato la bussola di riferimento per qualsiasi operatore UAS. Conoscerle a fondo non è un esercizio teorico: sbagliare categoria significa operare fuori norma, con conseguenze sulla validità delle coperture assicurative, sulla responsabilità dell'operatore e sulla commerciabilità del servizio offerto.

Categoria Open: libertà vincolata

La categoria Open consente operazioni a basso rischio senza autorizzazione preventiva di ENAC, ma entro limiti precisi: volo in VLOS, altitudine massima di 120 m AGL, assenza di persone non coinvolte nell'area, utilizzo di droni conformi alle classi C0–C4 o legacy. È suddivisa in sottocategorie A1, A2 e A3, ciascuna con requisiti distinti in termini di distanza da persone, competenze del pilota e caratteristiche del velivolo. Chi opera in Open tende a sottovalutare i vincoli: è un errore frequente e costoso, soprattutto in A2, dove le distanze minime da persone non coinvolte e la necessità dell'attestato A2 sono spesso ignorate.

Categoria Specific: il territorio dell'operatore professionale

La quasi totalità delle operazioni commerciali complesse ricade in Specific. Qui il rischio è più elevato e la norma richiede una valutazione del rischio formalizzata — nella maggior parte dei casi tramite metodologia SORA — oppure l'adozione di uno Scenario Standard Europeo (STS). L'autorizzazione operativa rilasciata da ENAC è il documento abilitante. Per chi svolge attività di ispezioni infrastrutturali, monitoraggio ambientale, agricoltura di precisione o documentazione scientifica, Specific è la categoria di default: conoscere il perimetro delle STS-01 e STS-02 e saper costruire un ConOps solido fa la differenza tra un'offerta credibile e una che non regge a un audit.

Categoria Certified: operazioni ad alto rischio

La categoria Certified si applica a operazioni che per natura, caratteristiche del velivolo (MTOM superiore a determinate soglie, trasporto di persone) o contesto richiedono un livello di oversight paragonabile all'aviazione tradizionale. Certificazione dell'aeromobile, licenza del pilota secondo requisiti specifici, approvazione dell'organizzazione operativa: si entra in un regime regolatorio pienamente strutturato. Attualmente riguarda una quota ancora limitata di operatori in Italia, ma è il riferimento per chi sviluppa sistemi UAS avanzati o opera in scenari BVLOS ad alto impatto.

Orientarsi con l'esperienza di chi c'era prima delle regole

ASSORPAS è nata nel dicembre 2012, prima ancora che ENAC presentasse il proprio regolamento APR (dicembre 2013): un'esperienza accumulata prima che il quadro normativo esistesse, che oggi si traduce in capacità di lettura concreta delle evoluzioni regolamentari — da ENAC fino al livello EASA e al tavolo europeo di JEDA.

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